lunedì 15 luglio 2013
Castello di afragola
Il Castello di Afragola è sicuramente tra i monumenti da vedere in città. La struttura, documentata a partire dal 1492, fu realizzata dopo il 1420 su commissione della famiglia dei Capace-Bozzuto, detentrice del feudo di Afragola. Un’antica tradizione riporta che il Castello di Afragola fu residenza di Giovanna II d’Angiò. Alle origini il monumento si presentava come un quadrilatero circondato da un fossato. Quattro torri proteggevano il monumento. Nel 1571 il Castello di Afragola fu acquistato dall’Universitas, nel 1726 la struttura passò nelle mani di Gaetano Caracciolo, duca di Venosa. Sul finire del secolo il monumento fu impiegato per ospitare un orfanotrofio. Oggi il Castello di Afragola ospita una scuola dell’infanzia e primaria paritaria, gestita dal Comune di Afragola. Il Castello, in seguito ai numerosi interventi effettuati, non conserva nulla dell’antica struttura: tutte le caratteristiche tipiche del forte sono state rimosse per dargli l’aspetto simile a un caseggiato. Nella corte è ancora oggi possibile ammirare un affresco rappresentante la Vergine, un po’ sbiadito dal tempo.
la basilica di Sant'Antonio
Il Santuario di Sant’Antonio di Afragola, elevato successivamente a basilica pontificia, è stato realizzato nel 1613, assieme all’annesso convento dei frati minori riformati, dell’ordine francescano. Inizialmente la struttura era dedicata all’Immacolata Concezione, poi a San Francesco e in seguito a Sant’Antonio da Padova. Il monumento è stato edificato in stile barocco; gli interni sono interamente rivestiti in marmo. La struttura si sviluppa in tre navate; l’abside e le cappelle sono state realizzate sul lato sinistro. Il campanile esterno è di più recente costruzione (1915). All’interno della Basilica di Sant’Antonio di Afragola è custodito un crocifisso miracoloso, opera del frate Umile da Petralia. Molto bella è anche la statua lignea rappresentante Sant’Antonio da Padova. Un dipinto posto all’interno della sacrestia rappresenta l’apparizione di Gesù Bambino a Sant’Antonio. Gli affreschi che decorano il monumento sono opera di Vincenzo Severino, che li realizzò nel primo ventennio del secolo scorso. Di notevole interesse culturale e storico è la biblioteca presente all’interno del collegio serafico dell’adiacente convento
venerdì 12 luglio 2013
La Basilica di Santa Maria Maggiore
La Basilica di Santa Maria Maggiore di Santa Maria Capua Vetere è il più antico e importante edificio sacro in città. Le prime notizie relative al monumento risalgono al 432. La struttura ospitò la Sede Vescovile di Capua a partire dal Cinquecento, per diversi secoli. La Basilica di Santa Maria Maggiore fu teatro, nel 787, della stipula del trattato di pace tra Carlo Magno e Desiderio. Secondo la tradizione Desiderio promosse alcuni interventi alla chiesa; tra questi interventi bisogna ricordare la quinta e quarta navata. Nel XVI secolo il Presbiterio fu adeguato alle novità sancite dal Concilio di Trento; con l’occasione fu distrutto l’antico altare principale. Nel corso del secolo successivo fu aumentata la lunghezza della Basilica, inglobando nella navata l’atrio antistante le abitazioni dei Canonici. Altri importanti lavori di ristrutturazione furono effettuati nel XVII secolo, su commissione di Camillo e Antonio Melzi, entrambi arcivescovi. La Basilica di Santa Maria Maggiore assume l’aspetto odierno a partire dal Settecento, in seguito ad importanti lavori di consolidamento e ristrutturazione. All’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore di Santa Maria Capua Vedere è possibile ammirare importanti opere d’arte.
Il famoso arco di adriano
L’Arco di Adriano di Santa Maria Capua Vetere è un importante arco di epoca romana. Noto anche con il nome di Archi di Capua o Arco Felice, l’Arco di Adriano un tempo era a tre fornici. Oggi della struttura è possibile ammirare soltanto uno dei fornici (quello centrale) e tre piloni. L’Arco è sito nei pressi dell’Anfiteatro Campano. La struttura serviva da ingresso alla città di Capua ed era sita lungo la via Appia. L’Arco di Adriano risale probabilmente a cavallo tra il I e il II secolo d.C., durante il governo dei Flavi. Il primo importante intervento conservativo e di restauro venne eseguito nel XIX secolo: nel corso della battaglia del Volturno il monumento aveva subito numerosi danni. Anche il secondo conflitto mondiale ha danneggiato in parte la struttura. L’Arco di Adriano è in laterizio; il rivestimento, ormai completamente rimosso, era in calcare bianco. All’interno di due nicchie è possibile ammirare la raffigurazione della Deposizione e dell’Annunciazione.
L'anfiteatro Campano
L’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere è uno dei più importanti anfiteatri romani giunti fino ai giorni nostri; in ordine di grandezza il monumento è più piccolo soltanto del Colosseo. Secondo alcuni studiosi l’Anfiteatro Campano fu il primo anfiteatro romano mai realizzato. La struttura ha subito nel corso dei secoli importanti danni: in epoca normanna parte del suo materiale costruttivo fu riutilizzato per realizzare il Castello delle Pietre e alcuni dei busti ornamentali, oggi chiavi di volta delle arcate del locale teatro. Un tempo all’ingresso dell’anfiteatro si poteva ammirare un’epigrafe, oggi custodita nel Museo Campano di Capua. L’epigrafe testimonia le origini del monumento. L’Anfiteatro Campano fu distrutto in modo importante dai saccheggiamenti dei barbari prima, dei Saraceni dopo. L’anfiteatro Campano ha pianta di forma ellittica; la capienza della struttura è vicina a quella del Colosseo.
Il castel Capuano
Il Castel Capuano di Napoli è tra le strutture difensive più antoche in città. oggi la struttura ospita la Sezione Civile del Tribunale di Napoli. Il Castello Capuano è sito nei pressi di Porta Capuana, punto di incontro cittadino lungo la strada che conduce a Capua. Alcuni recenti scavi archeologici hanno dimostrato che la struttura sorge sui resti di quello che un tempo era un Gymnasium romano, in seguito trasformato in cimitero. Il Castel Capuano fu realizzato nel XII secolo da Guglielmo I il Malo. L’architetto progettista fu il Buono. L’efficacia dimostrata dalle strutture difensive del Castel Capuano fece sì che fosse eletto come residenza dei sovrani normanni. I primi importanti lavori di restauro e trasformazione della struttura difensiva ebbero luogo per volere di Federico II, con lo scopo di rendere esteticamente piacevole una struttura che doveva comunque continuare a fungere alla difesa. Questi lavori furono commissionati a Giovanni Pisano, architetto angioino. Tra i personaggi illustri ospitati dal Castel Capuano bisogna ricordare Francesco Petrarca. Durante il periodo della dominazione aragonese, il Castel Capuano perse la sua importanza. A partire dal XVI secolo il Castel Capuano fu utilizzato per l’amministrazione della giustizia, prima come palazzo della giustizia, in seguito come prigione. All’interno della struttura furono realizzate importanti camere di tortura. L’ultimo importante intervento sul Castel Capuano fu effettuato nel XIX secolo, durante il quale venne profondamente modificato. Di interesse, all’interno della struttura, è soprattutto la Sala dei Busti.
La cappella Sansevero
La Cappella di Sansevero è stata realizzata in seguito al verificarsi di un evento miracoloso: un uomo innocente, condotto verso il carcere, passa dinanzi al giardino del Palazzo dei di Sangro; parte del muro di cinta crolla e gli appare l’immagine della Madonna. Il prigioniero fa voto di donare una lampada d’argento alla Vergine qualora fosse dimostrata la sua innocenza; l’uomo, una volta scarcerato, mantenne la promessa. La lampada divenne meta di pellegrinaggio e i fedeli cominciavano a rivolgersi a questa madonna ricevendo sovente grazie. Lo stesso duca Giovan Francesco di Sangro, gravemente ammalato, si rivolse in preghiera a questa madonna che lo fece guarire. In segno di riconoscenza il duca fece realizzare una cappella nel luogo nel quale era apparsa la prima volta la madonna. È ad opera della stessa famiglia di Sangro il primo ampliamento dell’edificio sacro, nel XVII secolo. la personalità che più di altre influenzò lo stile e la composizione armoniosa della Cappella Sansevero fu Raimondo di Sangro, noto per le sue chiare idee in termini di progetto iconografico, davvero completo in relazione a quella che è la totalità delle opere commissionate. La Cappella Sansevero è a navata unica, a pianta longitudinale. Di interesse doveva essere sicuramente il pavimento con il motivo a labirinto, del quale oggi soltanto una parte è visibile nei pressi della tomba di Raimondo di Sangro. Di interesse, all’interno del monumento, è il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, capolavodo d’arte.
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