Il Complesso di San Michele in Bosco è tra i più noti di Bologna. La struttura, sita a ridosso del centro storico, comprende la Chiesa di San Michele in Bosco ed il convento degli Olivetani. Il convento fu acquistato dal chirurgo Francesco Rizzoli, nel XIX secolo, e donato alla Provincia di Bologna, per trasformarlo in un centro specializzato in ortopedia.. L’attuale chiesa risale ad un periodo successivo al 1430. Fu sostanzialmente terminata nel 1523. la facciata, rinascimentale, è stata realizzata da Biagio Rossetti. Il portale è opera del Peruzzi. L’interno dell’edificio sacro è a navata unica. Le cappelle laterali sono quattro. Il presbiterio è isolato da transenne. Il convento fu terminato nel 1539. Interessanti erano, senz’altro, le tre tavole dipinte dal Vasari per il refettorio. Gli originali di tali tavole sono andati persi, mentre se ne conservano delle copie. La caratteristica più originale del complesso è il chiostro ottagonale, disegnato dal Fiorini e affrescato dal Carracci.
giovedì 25 luglio 2013
complesso di san michele in bosco
Il Complesso di San Michele in Bosco è tra i più noti di Bologna. La struttura, sita a ridosso del centro storico, comprende la Chiesa di San Michele in Bosco ed il convento degli Olivetani. Il convento fu acquistato dal chirurgo Francesco Rizzoli, nel XIX secolo, e donato alla Provincia di Bologna, per trasformarlo in un centro specializzato in ortopedia.. L’attuale chiesa risale ad un periodo successivo al 1430. Fu sostanzialmente terminata nel 1523. la facciata, rinascimentale, è stata realizzata da Biagio Rossetti. Il portale è opera del Peruzzi. L’interno dell’edificio sacro è a navata unica. Le cappelle laterali sono quattro. Il presbiterio è isolato da transenne. Il convento fu terminato nel 1539. Interessanti erano, senz’altro, le tre tavole dipinte dal Vasari per il refettorio. Gli originali di tali tavole sono andati persi, mentre se ne conservano delle copie. La caratteristica più originale del complesso è il chiostro ottagonale, disegnato dal Fiorini e affrescato dal Carracci.
giovedì 18 luglio 2013
La cattedrale di san Pietro
L’edificio sacro più importante di Bologna è la Cattedrale Metropolitana di San Pietro. Si hanno notizie della chiesa già nel 1028: era fiancheggiata da un campanile paleo romano, circolare in base. Distrutta da un incendio, la chiesa venne ricostruita nel 1184. Nel XVI secolo la Cattedrale di San Pietro venne restaurata in modo particolarmente invasivo, tanto che le volte crollarono. L’edificio, così come possiamo ammirarlo oggi, risale al XVII secolo. Di interesse sono alcune delle opere d’arte custodite dall’edificio: l’annunciazione di Ludovico Carracci, la Crocifissione in legno di cedro, realizzata in periodo romanico, un gruppo scultoreo raffigurante Cristo morto con le Marie piangenti, opera di Alfonso Lombardi. Il campanile a base circolare è l’unico elemento architettonico della struttura che non fu mai distrutto. Attorno ad esso, però, ne fu costruito uno nuovo, al cui interno oggi il visitatore può scoprire tracce di quello originale. Di interesse è il concerto di campane custodito nella torre campanaria.
la casa di giosuè carducci
Casa Carducci a Bologna è un organismo culturale di notevole interesse. Oltre a proporre un percorso museale, relativo alla vita ed al lavoro del poeta che l’abitava, Casa Carducci custodisce una serie di archivi culturali, appartenuti a poeti e studiosi del Novecento. L’Istituto è anche sede della Biblioteca dell’Archiginnasio. Casa Carducci è stata ricavata da una precedente costruzione sacra, sconsacrata in seguito al decreto napoleonico. L’edificio passò quindi nelle mani dei privati. Nel 1801 i proprietari furono Gioacchino e Giuseppe Stoffer Rubini, che modificarono in modo importante la struttura, per adattarla all’uso di civile abitazione. Il percorso museale proposto ai visitatori è particolarmente interessante: una scala a chiocciola conduce al piano superiore, nel quale si trova l’appartamento del poeta. Di interesse è il giardino memoriale, che accoglie il monumento al poeta.
i canali e il porto
Nei sotterranei di Bologna è presente una fitta rete di canali, utilizzati dall’età medievale per il rifornimenti idrici, l’energia idraulica, e per usi industriali. Il principale canale che attraversa il quartiere Porto è il Canale Reno, che scorre sotto a via Riva Reno, che si divide in due all’altezza di via Marconi: Canale delle Moline e Canale Cavaticcio. Canale Cavaticcio è importante in quanto alimenta la centrale idroelettrica di Largo Caduti del Lavoro. Il canale giunge all’antico porto, e prosegue fino al Canale Navile, dal quale un tempo si raggiungeva il Po. Negli anni Cinquanta del secolo scorso vennero tombati tutti i canali, nell’ambito di lavori di riqualificazione urbana. Attualmente è possibile vedere parte della fitta rete idrica bolognese: il Porto, all’altezza dell’area della Manifattura delle Arti, parte del canale Reno, l’inizio del Navile, ed il Canale delle Moline, in zona stazione.
La basilica di san domenico
La Basilica di San Domenico di Bologna è uno dei complessi monumentali di maggiore importanza, sia per la storia del luogo, che per la sua estensione. L’edificio custodisce, all’interno dell’Arca di San Domenico, i resti del santo, in un sarcofago decorato da Nicola Pisano. Il nucleo iniziale della Chiesa venne edificato nel 1238, modificato ed ingrandito nei secoli successivi. L’originale impianto romanico dell’edificio, elegante e sobrio con facciata a capanna, fu esempio stilistico per molti edifici sacri consacrati a San Domenico, in tutto il mondo. Interessante è il rosone traforato. L’intervento di maggiore rilievo fu eseguito ne 1727 da Carlo Francesco Dotti, che conferì alla struttura l’aspetto attuale. Particolarmente invasivo è stato l’intervento cromatico del 1844, che ha alterato l’equilibrio visivo costituito nel Settecento. L’interno della Basilica di San Domenico è suddiviso in tre navate. numerose sono le cappelle laterali. Di interesse, all’interno della Chiesa, nei pressi dell’abside, sono il coro ligneo di fra Domenico da Bergamo, e l’ancona con trittico di Bartolomeo Cesi. La Cappella di San Michele è ciò che resta del periodo gotico della chiesa. Di notevole interesse artistico sono le opere custodite all’interno del complesso religioso, realizzate da Michelangelo, Filippino Lippi, Guido Reni, Ludovico Carracci, il Guercino e Niccolò dell’Arca.
lunedì 15 luglio 2013
L' acquedotto della bolla
L’Acquedotto della Bolla di Casalnuovo di Napoli ha origine nella Casa dell’Acqua, anche nota come Dimora dell’Acqua. La Casa dell’Acqua ha l’aspetto di un torrino a pianta rettangolare; le testate d’angolo sono rafforzate da barbacani. La struttura è realizzata con muri in tufo sorretti da arcate. I locali al piano terra hanno copertura a volta a vela; gli ambienti al pianterreno servivano per la gestione delle chiuse. Mentre il prospetto al piano terra si presenta severo nella sua composizione geometrica, il primo piano è ingentilito da un succedersi di pieni e vuoti, costituiti dalle bucature delle finestre. La Casa dell’Acqua è di antica costruzione: alcune fonti attestano la presenza della struttura in epoche precedenti il XV secolo. Lo snodarsi dell’Acquedotto della Bolla nel territorio di Casalnuovo di Napoli ha origine in epoca greca o romana. La recente realizzazione di un nuovo acquedotto ha di fatto reso inutilizzata la Casa della Bolla.
La chiesa di santa maria d'Ajello
La Chiesa di Santa Maria d’Ajello di Afragola è tra gli edifici sacri più antichi in città. Le prime notizie relative alla struttura si hanno a partire dal 1130, nonostante la tradizione popolare voglia che la struttura sia stata fondata qualche decennio più tardi, durante la reggenza di Costanza d’Altavilla. Il terreno sul quale fu realizzata la chiesa apparteneva alla famiglia d’Ajello ed era in precedenza occupato da una cappella di ridotte dimensioni, intitolata al Presepe o a San Giuseppe. La cappella è stata inglobata nella costruzione, diventando una delle cappelle laterali. Alle origini la struttura si presentava a navata unica, con due cappelle laterali. La copertura era a capriate lignee. I lavori di ampliamento del monumento iniziarono nel 1583. In tale occasione furono realizzate le navate laterali e fu realizzato l’impianto decorativo dell’edificio sacro. Nel XVIII secolo furono effettuati nuovi lavori sull’impianto decorativo. La facciata principale è stata ultimata sul finire del Settecento, mentre il campanile, così come possiamo ammirarlo, è frutto di interventi del XIX secolo. Da vedere è la cupola maiolicata del campanile, realizzata nel 1847 da Luigi Farinari. La Chiesa di Santa Maria d’Ajello fu parrocchia di Afragola fino al 1356.
Iscriviti a:
Post (Atom)