Palazzo della Mercanzia, in stile gotico, su costruito nel XIV secolo, sul luogo sul quale un tempo era sita la vecchia dogana. A progettare la struttura fu l’architetto Antonio di Vincenzo, progettista di altri importanti edifici bolognesi. Il monumento ha ospitato il Foro dei Mercanti e la sede di qualcuna delle corporazioni cittadine. L’edificio fu molto importante per l’economia cittadina. Il bellissimo terrazzino con baldacchino, ed i pilastri, sono opera di Giovanni e Pietro di Giacomo, noti anche come dalle Masagne. Oggi Palazzo della Mercanzia è sede della Camera di Commercio di Bologna. Da vedere sono l’atrio e la Sala Consiliare.
giovedì 25 luglio 2013
palazzo della mercanzia camera di commercio
Palazzo della Mercanzia, in stile gotico, su costruito nel XIV secolo, sul luogo sul quale un tempo era sita la vecchia dogana. A progettare la struttura fu l’architetto Antonio di Vincenzo, progettista di altri importanti edifici bolognesi. Il monumento ha ospitato il Foro dei Mercanti e la sede di qualcuna delle corporazioni cittadine. L’edificio fu molto importante per l’economia cittadina. Il bellissimo terrazzino con baldacchino, ed i pilastri, sono opera di Giovanni e Pietro di Giacomo, noti anche come dalle Masagne. Oggi Palazzo della Mercanzia è sede della Camera di Commercio di Bologna. Da vedere sono l’atrio e la Sala Consiliare.
palazzina della viola
La Palazzina della Viola fu fatta costruire da Giovanni II Bentivoglio per il figlio Annibale. La Palazzina è nota per le viole che fiorivano nei prati del giardino. Il monumento ha pianta quadrangolare. I tre prospetti sono alleggeriti da un duplice loggiato, le cui preziose decorazioni, realizzate nel XVI secolo, sono opera di Innocenzo da Imola. Di interesse è il salone del primo piano, affrescato da Prospero Fontana. Molto belle sono le scene con le storie dell’imperatore Costantino e Papa Silvestro. I putti del fregio nello stesso salone sono sati realizzati dal Nosadella. La Palazzina della Viola, nelle descrizioni dell’epoca, viene descritto soprattutto per gli esterni: il profumo di maggiorana, timo e salvia era intenso e piacevole, come lo era anche quello delle siepi di rose bianche e rosse e delle piante di lavanda. Nel 1540 la Palazzina divenne un collegio per gli studenti piemontesi, mentre nel 1803 ospita la facoltà di Agraria della locale università, con un bellissimo orto botanico.
museo civico medievale
Il Museo Civico Medievale è sito all’interno del Palazzo Ghisilardi Fava. Le sale che compongono l’edificio riuniscono opere appartenenti a collezioni che coprono il periodo medievale, fino al XVII secolo. Molto importante è la raccolta del marchese Cospi, summa enciclopedica di mirabilia naturali e artificiali. Da vedere è anche la raccolta di armi del generale Marsili. Degno di nota è anche il fondo Palagi. Le opere che costituiscono la collezione del Museo Civico Medievale testimoniano la vita medievale bolognese. Sono esposti, infatti, manufatti di uso comune, ed una statua di Bonifacio VIII in lastre di marmo dorato, realizzata da Manno Bandini da Siena. Di interesse è anche il grande piviale di manifattura inglese, con storie di vita di Cristo e della Vergine. Il documento è sito accanto al monumento a Bonifacio VIII. Molto belli sono anche gli avori francesi ed italiani, i preziosi vetri di Murano, e le armi, tutti esposti nelle sale del Palazzo Ghisilardi Fava. Alcune sezioni del percorso museale sono dedicate all’arte della scultura bolognese in bronzo, ed all’arte della miniatura.
museo civico del risorgimento
Tra i percorsi museali più interessanti e suggestivi di Bologna bisogna ricordare senz’altro il Museo Civico del Risorgimento. L’ente è nato in seguito all’Esposizione Nazionale di Torino, nella quale il Comune di Bologna ha presentato vari oggetti e documenti, legati al mondo risorgimentale. La quantità e qualità dei reperti posseduti ha spinto verso l’istituzione di un museo del Risorgimento a Bologna. Il Museo Civico del Risorgimento di Bologna ha duplice scopo: educare in particolar modo i giovani agli ideali patriottici, ed offrire agli studiosi il materiale di studio. Il Museo, con il passare degli anni, ha acquisito nuovo materiale, coprendo anche altri periodi storici, in particolar modo la Resistenza. Gli spazi del Museo sono suddivisi in: Età Napoleonica, Restaurazione, Epopea Risorgimentale, Italia Unita, Bologna in Guerra.
mAMbo - museo d’Arte moderna di bologna
MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, presenta una collezione permanente nella quale viene ripercorsa la storia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi. Le collezioni esposte nel museo sono innovative, concentrate sulla ricerca e sulla sperimentazione. In questo modo MAMbo si configura come un ente che traccia le strade del contemporaneo. Ai fini della promozione di occasioni di riflessione, MAMbo collabora con importanti istituzioni culturali e accademiche. Il Museo d’Arte Moderna di Bologna è sito all’interno del distretto della Manifattura delle Arti. Diverse sono le sedi che compongono il complesso museale, tra cui Villa delle Rose, Museo per la Memoria di Ustica, Museo Morandi e Casa Morandi. La sede principale del MAMbo è l’ex Forno del Pane. L’edificio è stato restaurato e consolidato. Da un lato si puntava ad avere spazi espositivi idonei a valorizzare opere d’arte all’insegna dell’innovazione. Dall’altro lato è stata conservata la struttura, nel suo impianto originario. Nella Sala delle ciminiere, infatti, sono stati conservati e valorizzati i camini del vecchio panificio. Il MAMbo nasce in continuità con l’esperienza della Galleria d’arte Moderna di Bologna, aperta nel 1975 nella sede disegnata da Leone Pancaldi
complesso di san michele in bosco
Il Complesso di San Michele in Bosco è tra i più noti di Bologna. La struttura, sita a ridosso del centro storico, comprende la Chiesa di San Michele in Bosco ed il convento degli Olivetani. Il convento fu acquistato dal chirurgo Francesco Rizzoli, nel XIX secolo, e donato alla Provincia di Bologna, per trasformarlo in un centro specializzato in ortopedia.. L’attuale chiesa risale ad un periodo successivo al 1430. Fu sostanzialmente terminata nel 1523. la facciata, rinascimentale, è stata realizzata da Biagio Rossetti. Il portale è opera del Peruzzi. L’interno dell’edificio sacro è a navata unica. Le cappelle laterali sono quattro. Il presbiterio è isolato da transenne. Il convento fu terminato nel 1539. Interessanti erano, senz’altro, le tre tavole dipinte dal Vasari per il refettorio. Gli originali di tali tavole sono andati persi, mentre se ne conservano delle copie. La caratteristica più originale del complesso è il chiostro ottagonale, disegnato dal Fiorini e affrescato dal Carracci.
giovedì 18 luglio 2013
La cattedrale di san Pietro
L’edificio sacro più importante di Bologna è la Cattedrale Metropolitana di San Pietro. Si hanno notizie della chiesa già nel 1028: era fiancheggiata da un campanile paleo romano, circolare in base. Distrutta da un incendio, la chiesa venne ricostruita nel 1184. Nel XVI secolo la Cattedrale di San Pietro venne restaurata in modo particolarmente invasivo, tanto che le volte crollarono. L’edificio, così come possiamo ammirarlo oggi, risale al XVII secolo. Di interesse sono alcune delle opere d’arte custodite dall’edificio: l’annunciazione di Ludovico Carracci, la Crocifissione in legno di cedro, realizzata in periodo romanico, un gruppo scultoreo raffigurante Cristo morto con le Marie piangenti, opera di Alfonso Lombardi. Il campanile a base circolare è l’unico elemento architettonico della struttura che non fu mai distrutto. Attorno ad esso, però, ne fu costruito uno nuovo, al cui interno oggi il visitatore può scoprire tracce di quello originale. Di interesse è il concerto di campane custodito nella torre campanaria.
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